Fastener Fair Italy 2026: il punto di riferimento per il settore del fissaggio torna a Milano

Pubblicato il 15/01/2026
Fastener Fair Italy 2026: il punto di riferimento per il settore del fissaggio torna a Milano

Dopo il successo della quarta edizione, che ha riunito oltre 200 espositori provenienti da 19 Paesi e attirato più di 2.400 visitatori qualificati da tutta Europa, Fastener Fair Italy tornerà dal 24 al 25 giugno 2026 negli spazi di CityLife – Allianz MiCo a Milano. La manifestazione si conferma come il principale punto di incontro in Italia per i professionisti della viteria, bulloneria e dei sistemi di fissaggio. Le registrazioni per i visitatori apriranno all’inizio di febbraio, offrendo agli operatori del settore la possibilità di pianificare con largo anticipo la propria partecipazione.

Ad oggi, numerose aziende hanno già confermato la loro presenza all’unico evento fieristico italiano interamente dedicato al comparto, tra cui importanti player come Ambrovit, Berardi Bullonerie, Bontempi, Corbetta Ermanno, Fastbolt, Gandini, Index/Chavesbao, Vilux Viterie, Vipa, Viteria Fusani, Viteria Smel e molti altri ancora. Sono inoltre ancora disponibili opportunità espositive per produttori, grossisti e distributori di sistemi di fissaggio, produttori di macchinari e fornitori di tecnologie e servizi correlati interessati a incontrare un pubblico altamente specializzato.

La quinta edizione di Fastener Fair Italy introduce un format rinnovato e arricchito da diverse novità, pensate per offrire ai visitatori un’esperienza ancora più completa e orientata al futuro. Tra gli elementi di maggiore rilievo figurano due nuove aree tematiche che ampliano e qualificano ulteriormente il profilo espositivo della manifestazione. Una sarà dedicata all’utensileria manuale e presenterà un’ampia gamma di strumenti utilizzati nelle attività di assemblaggio, installazione e manutenzione: prodotti complementari che supportano e valorizzano le applicazioni di fissaggio, offrendo ai professionisti una panoramica immediata delle soluzioni più rilevanti per il proprio lavoro. La seconda area sarà invece focalizzata sulla torneria di precisione e riunirà produttori specializzati in lavorazioni meccaniche avanzate e subfornitura, offrendo ai visitatori l’opportunità di incontrare aziende qualificate ed esplorare componenti torniti di alta qualità realizzati da esperti del settore.

Questi spazi dedicati sono pensati per rendere la visita più semplice e mirata, facilitando la ricerca di prodotti specifici, il contatto con i fornitori più adatti e l’aggiornamento sulle tecnologie chiave e sulle principali tendenze di mercato. A completare l’offerta, una serie di misure di supporto economico sarà messa a disposizione delle aziende espositrici, agevolandone la partecipazione e favorendo una presenza più ampia e diversificata.

«Tornare a Milano con Fastener Fair Italy 2026 è per noi un traguardo importante - afferma Stephanie Cerri, Event Director per le fiere europee Fastener Fair. - In un momento in cui il settore dei sistemi di fissaggio si trova ad affrontare un contesto di mercato complesso, diventa ancora più importante creare occasioni di dialogo e collaborazione lungo tutta la filiera. Guardiamo con fiducia a un promettente 2026 per il nostro settore: la manifestazione offrirà ai visitatori l’opportunità di incontrare i principali operatori del comparto, esplorare soluzioni all’avanguardia e comprendere da vicino le tecnologie che stanno definendo i nuovi standard produttivi».

La manifestazione, che può contare sul sostegno di Media Partner come Expometals, Fasten.it, Fastener Fixing Magazine, Fastener World, Galvanotecnica e Italy Export, punta, inoltre, ad ampliare ulteriormente la propria dimensione internazionale, attrarre nuovi espositori provenienti da mercati chiave e valorizzare la qualità dei visitatori professionali, con particolare attenzione a distributori, buyer e figure tecniche decisionali. Non mancheranno attività di networking, contenuti formativi e momenti di approfondimento tecnico, pensati per arricchire l’esperienza dei partecipanti e favorire nuove opportunità di business.

Per maggiori informazioni: Fastener Fair Italy 2026
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Ucimu: cresce l’indice degli ordini del terzo trimestre 2026 (+10.5%) ordini esteri (+24,7%); ordi

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13/10/2026 Leggi di più

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05/10/2026 Leggi di più

Export siderurgico, i primi dieci poli valgono 6,9 miliardi di euro

Nel primo semestre 2026 le esportazioni dei principali distretti siderurgici crescono dell’1,9%. Import in calo del 9,2% La siderurgia italiana tiene sui mercati esteri, ma con velocità molto diverse tra territori.  Nel primo semestre 2026 le esportazioni in valore di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio dei primi dieci poli siderurgici italiani hanno sfiorato i 6,9 miliardi di euro, contro i 6,7 miliardi dello stesso periodo del 2025, segnando una crescita dell’1,9%.Il dato dei primi dieci poli risulta più dinamico rispetto all’andamento complessivo delle esportazioni: in totale sono calate dello 0,1% in valore nel semestre, a fronte di un incremento dello 0,2% in quantità. Una leggera diminuzione, spiega l’Ufficio Studi siderweb, dovuta alla riduzione dei prezzi di vendita.La classifica conferma al vertice Brescia. Udine mantiene la seconda posizione e Cremona la terza. La graduatoria registra però movimenti significativi: Milano guadagna due posizioni, Reggio Emilia ne guadagna una, mentre Bergamo perde due posizioni e Lecco una.Brescia rafforza la leadership. Milano saleIl polo bresciano si conferma il principale polo siderurgico italiano per valore dell’export e registra una crescita del 7,1%. L’aumento consente a Brescia di ampliare il vantaggio su Udine: il differenziale tra i primi due poli passa da 74,7 a 96,5 milioni di euro.Udine mantiene la seconda posizione con un incremento dell’export del 5,3%. È però Cremona a registrare la crescita più forte tra i primi dieci poli, consolidando il terzo posto: +12,6%. Il polo di Mantova, quarto in classifica, registra una contrazione dell’export del 5,8%. Movimento significativo per Milano, che con un incremento del 4,5% sale di due posizioni. Vicenza conserva la sesta posizione con un valore dell’export sostanzialmente invariato rispetto al primo semestre 2025. Il dato più negativo della graduatoria è quello di Bergamo, che registra una contrazione dell’export del 19,5% e perde due posizioni. All’opposto, Reggio Emilia segna uno degli incrementi più rilevanti, con un +11,1%, e sale di una posizione. Terni cresce del 7,8% e mantiene l’ottavo posto. Chiude la top 10 Lecco, con un export in calo del 3%.Quanto a Taranto, sede del polo siderurgico di Acciaierie d’Italia, anche nel primo semestre 2026 è fuori dalla top 20. L’export è sceso dell’86,5%. Nel 2025, il valore era calato del 40,3% rispetto all’anno prima, fermandosi a 42 milioni di euro (erano stati 362 milioni nel 2022). Import: dai primi dieci poli 500 milioni di euro in menoIl quadro cambia sul fronte degli acquisti dall’estero. Nel primo semestre 2026 le importazioni dei primi dieci poli siderurgici sono diminuite del 9,2%, passando da 5,8 a 5,3 miliardi di euro: circa 500 milioni di euro in meno in un anno.A livello nazionale la contrazione è ancora più marcata: le importazioni di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio diminuiscono del 13% in valore e del 15,9% in quantità.Particolarmente rilevante la diversa dinamica tra fornitori europei ed extra Ue. Le importazioni in quantità dai Paesi extra Ue diminuiscono del 22,5%, pari a circa 1,6 milioni di tonnellate, mentre quelle dai Paesi Ue calano del 2,1%. Nel quadro delineato dall’analisi dell’Ufficio Studi siderweb, la riduzione degli acquisti extra Ue è collegata anche all’entrata a regime del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam).

02/10/2026 Leggi di più
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