Caldaie, mercato in forte contrazione nel 2025: segnali di allarme per il comparto

Pubblicato il 27/03/2026
Caldaie, mercato in forte contrazione nel 2025: segnali di allarme per il comparto
Oltre 140.000 unità in meno vendute nel 2025, Assotermica “Imprese del settore a rischio”

In un quadro di generale incertezza del comparto dei generatori di calore, il mercato italiano delle caldaie registra nel 2025 una contrazione significativa nei volumi di vendita, delineando crescente preoccupazione per l’intero comparto. I dati di Assotermica, associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici federata Anima Confindustria, relativi alle principali tipologie di prodotto evidenziano un calo diffuso, con particolare intensità nel segmento delle caldaie domestiche, che rappresentano il cuore del mercato per le aziende del comparto.
 
Nel dettaglio, le caldaie murali passano da 911.899 unità vendute nel 2024 a 769.090 nel 2025, segnando una flessione del -15,7%. Si tratta di un dato preoccupante non solo per il peso specifico di questa categoria, ma anche per il suo ruolo strategico nel processo di rinnovo degli impianti residenziali. La dinamica negativa si estende anche alle caldaie a basamento, che scendono da 8.342 a 6.340 unità (-24,0%), alle caldaie soffiate, in calo da 4.252 a 3.626 unità (-14,7%) e agli scaldacqua a gas, in calo da 310.021 a 291.084 unità (-7,5%). Non va meglio sul fronte dei generatori che integrano energie rinnovabili, con gli apparecchi ibridi che frenano ulteriormente, arrivando a 9.040 unità (-5,0%), così come gli scaldacqua in pompa di calore, che scendono da 23.516 a 22.916 pezzi (-7,5%). In controtendenza si collocano solo i bruciatori, che registrano un incremento da 23.539 a 25.581 unità (+8,7%).
 
L’analisi dei dati restituisce un quadro di rallentamento che non può essere letto come una semplice oscillazione congiunturale. Al contrario, emerge una fase di incertezza strutturale che rischia di compromettere la capacità del mercato di sostenere il ricambio tecnologico degli impianti esistenti. In Italia, infatti, permane un’ampia quota di apparecchi obsoleti – circa 9 milioni di apparecchi –, caratterizzati da livelli di efficienza inferiori rispetto alle soluzioni oggi disponibili e da un impatto energetico e ambientale più elevato.
 
La contrazione delle vendite assume quindi un significato ancora più critico, andando a incidere non solo sull’economia di un comparto che occupa migliaia di addetti, ma rallentando inoltre il percorso di efficientamento del patrimonio edilizio, con effetti diretti sui consumi energetici delle famiglie e sulla sostenibilità complessiva del sistema.
 
«In un contesto come quello attuale», dichiara il presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio «è fondamentale che le istituzioni prestino la massima attenzione a un comparto che riveste un ruolo centrale nel percorso di efficientamento energetico del Paese. I dati mostrano chiaramente un rallentamento nel rinnovo degli impianti, proprio mentre sarebbe necessario accelerare la sostituzione delle tecnologie obsolete con soluzioni più efficienti. Il quadro regolatorio è stato profondamente modificato negli ultimi anni: ora è il momento di ripartire, definendo con chiarezza quali piani adottare per il futuro dell’efficientamento degli edifici. È altrettanto importante garantire un sistema di incentivi chiaro, stabile e coerente: strumenti come Ecobonus e Bonus Casa devono essere messi nelle condizioni di supportare concretamente le scelte delle famiglie».
 
La fotografia del 2025 evidenzia dunque una fase assai critica per il settore, in cui la diminuzione dei volumi si interseca a un contesto di incertezza globale che rischia di amplificarne le criticità. Le imprese della filiera, fortemente radicate nel tessuto produttivo nazionale, si trovano ad affrontare una riduzione della domanda che può avere ripercussioni dirette sulla continuità operativa e sull’occupazione, nel momento in cui maggiore è la necessità di stabilizzare i flussi di cassa per investire in soluzioni orientate al futuro.
 
In assenza di segnali chiari e di una visione di medio-lungo periodo, il rischio è quello di un progressivo indebolimento del comparto, proprio in una fase in cui il contributo dell’industria del riscaldamento risulta essenziale per accompagnare la transizione energetica.
Per maggiori informazioni: Anima Confindustria
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16/09/2026 Leggi di più

Metal show & tib evolve con il mercato e diventa digital metal & tib

Il mercato richiede digitalizzazione e ROMEXPO risponde con un importante riposizionamento strategico. A partire dall'edizione 2027, la fiera METAL SHOW & TIB diventa DIGITAL METAL & TIB: un passo significativo per l'intero settore e un chiaro segnale di allineamento agli standard internazionali del comparto.La decisione nasce dal costante dialogo con espositori e partner nel corso delle precedenti edizioni, i quali hanno inviato segnali di mercato inequivocabili: l'industria metalmeccanica non può più essere considerata separatamente dalla trasformazione digitale che, a livello globale, sta ridefinendo le filiere produttive, la manutenzione, la logistica e i modelli di business. Abbiamo recepito questo messaggio e ripensato radicalmente il concept dell'evento, non limitandoci a un semplice rebranding, ma attuando un riposizionamento fondamentale che coinvolge il pubblico di riferimento, i contenuti espositivi e la proposta di valore per i partecipanti.DIGITAL METAL & TIB mira a diventare la piattaforma di riferimento in Romania per le aziende impegnate nella trasformazione digitale, spaziando dall'automazione industriale alla robotica, dalla manutenzione predittiva all'Industria 4.0, fino all'integrazione dei sistemi e alle soluzioni software per la produzione. Si tratta di un'evoluzione in linea con l'orientamento già intrapreso dalle principali fiere europee del settore e di un'opportunità per gli attori locali di mantenere la competitività in un mercato sempre più globalizzato.Un elemento chiave del nuovo concept è la convergenza tra la comunità legata al settore metalmeccanico e quella di TIB. I due ecosistemi, complementari per natura, opereranno sotto un unico brand ombrello, proponendo un format espositivo integrato, aree tematiche condivise e un programma di networking appositamente studiato per favorire partnership intersettoriali."Abbiamo analizzato con attenzione i riscontri delle aziende nelle ultime edizioni e abbiamo compreso chiaramente la direzione da seguire: il settore richiede un evento che parli il linguaggio della digitalizzazione, andando oltre la semplice esposizione di prodotti. DIGITAL METAL & TIB rappresenta la nostra risposta a questa esigenza: un format pensato per l'azienda moderna, connessa, tecnologicamente avanzata e orientata agli standard internazionali", afferma Oana Netbai, Direttrice Commerciale di ROMEXPO.Il rebranding segna, di fatto, la maturazione di un intero segmento espositivo. DIGITAL METAL & TIB riunirà produttori, fornitori di tecnologie, system integrator e specialisti del settore in un contesto dedicato all'innovazione, al trasferimento di know-how e alla collaborazione intersettoriale, avvicinando la Romania alle tendenze che stanno plasmando l'industria a livello globale.L'evento è organizzato da ROMEXPO e si svolgerà dall'11 al 14 maggio 2027 presso il centro espositivo ROMEXPO di Bucarest. Le aziende interessate sono invitate a pianificare tempestivamente il budget per la partecipazione a DIGITAL METAL & TIB, così da poter beneficiare delle migliori condizioni espositive e di un posizionamento ottimale all'interno del nuovo concept dell'evento.

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