Nel primo semestre 2026 le esportazioni dei principali distretti siderurgici crescono dell’1,9%. Import in calo del 9,2%
La siderurgia italiana tiene sui mercati esteri, ma con velocità molto diverse tra territori.
Nel primo semestre 2026 le esportazioni in valore di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio dei primi dieci poli siderurgici italiani hanno sfiorato i 6,9 miliardi di euro, contro i 6,7 miliardi dello stesso periodo del 2025, segnando una crescita dell’1,9%.
Il dato dei primi dieci poli risulta più dinamico rispetto all’andamento complessivo delle esportazioni: in totale sono calate dello 0,1% in valore nel semestre, a fronte di un incremento dello 0,2% in quantità. Una leggera diminuzione, spiega l’Ufficio Studi siderweb, dovuta alla riduzione dei prezzi di vendita.
La classifica conferma al vertice Brescia. Udine mantiene la seconda posizione e Cremona la terza. La graduatoria registra però movimenti significativi: Milano guadagna due posizioni, Reggio Emilia ne guadagna una, mentre Bergamo perde due posizioni e Lecco una.
Brescia rafforza la leadership. Milano sale
Il polo bresciano si conferma il principale polo siderurgico italiano per valore dell’export e registra una crescita del 7,1%. L’aumento consente a Brescia di ampliare il vantaggio su Udine: il differenziale tra i primi due poli passa da 74,7 a 96,5 milioni di euro.
Udine mantiene la seconda posizione con un incremento dell’export del 5,3%. È però Cremona a registrare la crescita più forte tra i primi dieci poli, consolidando il terzo posto: +12,6%.
Il polo di Mantova, quarto in classifica, registra una contrazione dell’export del 5,8%. Movimento significativo per Milano, che con un incremento del 4,5% sale di due posizioni. Vicenza conserva la sesta posizione con un valore dell’export sostanzialmente invariato rispetto al primo semestre 2025.
Il dato più negativo della graduatoria è quello di Bergamo, che registra una contrazione dell’export del 19,5% e perde due posizioni. All’opposto, Reggio Emilia segna uno degli incrementi più rilevanti, con un +11,1%, e sale di una posizione.
Terni cresce del 7,8% e mantiene l’ottavo posto. Chiude la top 10 Lecco, con un export in calo del 3%.
Quanto a Taranto, sede del polo siderurgico di Acciaierie d’Italia, anche nel primo semestre 2026 è fuori dalla top 20. L’export è sceso dell’86,5%. Nel 2025, il valore era calato del 40,3% rispetto all’anno prima, fermandosi a 42 milioni di euro (erano stati 362 milioni nel 2022).
Import: dai primi dieci poli 500 milioni di euro in meno
Il quadro cambia sul fronte degli acquisti dall’estero. Nel primo semestre 2026 le importazioni dei primi dieci poli siderurgici sono diminuite del 9,2%, passando da 5,8 a 5,3 miliardi di euro: circa 500 milioni di euro in meno in un anno.
A livello nazionale la contrazione è ancora più marcata: le importazioni di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio diminuiscono del 13% in valore e del 15,9% in quantità.
Particolarmente rilevante la diversa dinamica tra fornitori europei ed extra Ue. Le importazioni in quantità dai Paesi extra Ue diminuiscono del 22,5%, pari a circa 1,6 milioni di tonnellate, mentre quelle dai Paesi Ue calano del 2,1%. Nel quadro delineato dall’analisi dell’Ufficio Studi siderweb, la riduzione degli acquisti extra Ue è collegata anche all’entrata a regime del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam).
Valvitalia tra le imprese italiane protagoniste al forum imprenditoriale italia-egitto al cairo
Il Presidente, Salvatore Ruggeri: «La partecipazione al Forum conferma il valore delle relazioni costruite nel tempo con l'Egitto, consolidando un percorso di collaborazione industriale e valorizzando le capacità dell’industria italiana»Il CCO, Luca Ruggeri: «L’Egitto si conferma un mercato centrale per Valvitalia, con nuove opportunità legate alla crescita dell’export di gas e al rafforzamento della collaborazione tra Italia e il Paese Nordafricano» Valvitalia ha partecipato al Forum Imprenditoriale Italia-Egitto, svoltosi al Cairo con il coinvolgimento di circa 100 imprese e oltre 600 addetti ai lavori, tra aziende e istituzioni dei due Paesi. L’appuntamento, dedicato tra gli altri ai settori dell’energia, della transizione verde, delle infrastrutture e delle tecnologie industriali, si è svolto con l’obiettivo di rafforzare l’interscambio e gli investimenti, favorendo nuove opportunità di collaborazione. Il Forum si è tenuto alla presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, nell’ambito della missione istituzionale finalizzata a consolidare il partenariato tra Italia ed Egitto, a cui hanno preso parte anche il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone.La partecipazione all’evento conferma il peso della regione MENA (Middle East and North Africa) nelle attività di Valvitalia. Complessivamente, gli ordinativi provenienti dall’area rappresentano quasi il 30% dei bookings del Gruppo, a conferma della rilevanza della regione per lo sviluppo del business. In Egitto, Valvitalia è presente da oltre dieci anni e ha costruito nel tempo un significativo portafoglio di soluzioni installate a supporto delle infrastrutture energetiche del Paese.Salvatore Ruggeri, Presidente di Valvitalia, ha commentato: «La partecipazione al Business Forum Italia-Egitto conferma il valore delle relazioni che Valvitalia ha costruito nel tempo con il Paese e con i suoi interlocutori istituzionali e industriali. La nostra presenza in Egitto testimonia la capacità dell’industria italiana di mettere a disposizione competenze, tecnologie e capacità manifatturiere a supporto dello sviluppo infrastrutturale. Il rafforzamento delle relazioni tra Italia ed Egitto rappresenta in questo senso un elemento importante per consolidare un percorso di collaborazione industriale di lungo periodo».Luca Ruggeri, Chief Commercial Officer di Valvitalia, ha commentato: «L’Egitto si conferma un mercato centrale nella nostra strategia di internazionalizzazione. L’evoluzione del sistema energetico egiziano e, in particolare, gli investimenti destinati a rafforzare la capacità di esportazione di gas aprono nuove prospettive per Valvitalia in un settore che rappresenta il nostro business di riferimento. Il Piano Mattei contribuisce inoltre a rafforzare il quadro di collaborazione tra i due Paesi e a creare nuove occasioni di sviluppo per le imprese italiane». Nel 2025, l’interscambio commerciale tra Italia ed Egitto ha raggiunto 5,9 miliardi di euro, in crescita dell’11,7% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi cinque mesi del 2026 ha registrato un ulteriore incremento del 7,5%. La crescente collaborazione tra i due Paesi è inoltre sostenuta dal Piano Mattei, che individua l’Egitto tra i Paesi focus e i partner prioritari.
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