IVS - Industrial Valve Summit presenta la sesta edizione dell’evento

Pubblicato il 16/07/2025
IVS - Industrial Valve Summit presenta la sesta edizione dell’evento

L’appuntamento di riferimento per l’industria delle valvole industriali e del flow control metterà a disposizione di espositori e visitatori due padiglioni aggiuntivi e un’ulteriore giornata di esposizione.

Si è svolta il 10 luglio a Milano, presso la Sala Pirelli di Palazzo delle Stelline, la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione di IVS - Industrial Valve Summit, il più importante evento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control. L’appuntamento, promosso da Confindustria Bergamo e Promoberg, si svolgerà presso la Fiera di Bergamo dal 19 al 21 maggio 2026

A meno di un anno dalla nuova edizione del Summit, gli organizzatori hanno celebrato il traguardo del primo decennio di IVS: un’occasione per guardare al futuro, ripercorrendo un percorso fatto di visione e dialogo, capace di connettere imprese, istituzioni, enti di ricerca, buyer internazionali, esperti e operatori professionali da tutto il mondo. Nato nel 2015 come evento specialistico, l’appuntamento è oggi riconosciuto a livello internazionale come piattaforma di riferimento per la filiera delle valvole industriali. In dieci anni, il Summit ha saputo crescere in dimensioni, qualità e impatto strategico, contribuendo a rafforzare la competitività del distretto produttivo nazionale e il ruolo del manifatturiero italiano sui mercati globali. 

L’edizione 2026 segna un ulteriore passo avanti nel percorso di sviluppo dell’evento. Il layout espositivo della Fiera di Bergamo si amplierà offrendo due padiglioni aggiuntivi e il programma si estenderà su tre intere giornate di apertura al pubblico, crescendo da due-giorni espositiva a vera e propria settimana delle valvole. Già dalla mattina di martedì 19 maggio prenderanno il via le conferenze del programma scientifico e i padiglioni apriranno le porte al pubblico internazionale delle valvole. Un’evoluzione che riflette la volontà degli organizzatori di rispondere alla crescente domanda di contenuti, occasioni di networking e confronto qualificato. 

L’Osservatorio IVS-Prometeia: “The Oil & Gas Valve Industry in Italy” 
È stato inoltre presentato l’aggiornamento 2025 dell’Osservatorio IVS-Prometeia “The Oil & Gas Valve Industry in Italy”, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo. Il nuovo report fotografa lo stato del comparto italiano delle valvole industriali, che si conferma un segmento strategico del manifatturiero nazionale e un’eccellenza nel contesto competitivo europeo. L’industria conta 139 imprese, circa 10.000 addetti e un fatturato annuo pari a 3,4 miliardi di euro. Con il 36,6% della produzione europea complessiva, l’Italia si conferma leader nel mercato delle valvole per l’Oil & Gas, con una specializzazione distintiva nelle valvole a sfera e a maschio, nelle valvole a farfalla e nei componenti e parti di ricambio. La Lombardia si afferma come cuore produttivo del settore, contribuendo per quasi due terzi all’output nazionale, con Bergamo come polo industriale di riferimento. Entro un raggio di 100 km dalla città operano oltre 100 imprese specializzate che generano più del 90% del fatturato italiano nel comparto, registrando 1,9 miliardi di euro di ricavi (pari al 55% del totale) e oltre 6.000 occupati. 

Nel 2024 le esportazioni italiane di valvole Oil & Gas sono cresciute del 16,9%, ben oltre la media globale (+8,5%), consolidando l’Italia come terzo esportatore mondiale. La crescita si è concentrata in Europa occidentale e Medio Oriente, dove l’Italia ha superato la media di mercato, in particolare nell’area MENA (+60%). In Arabia Saudita, mercato di punta, l’export è cresciuto a un ritmo doppio rispetto ai competitor, con un picco nel segmento delle valvole a sfera e a maschio. Il Paese ha rappresentato quasi la metà dell’aumento complessivo dell’export italiano del settore nel 2024. 

Nel primo trimestre del 2025 si è osservata una fisiologica normalizzazione (-6,8% rispetto al trimestre precedente), pur mantenendo livelli superiori del 10% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il calo è concentrato nei Paesi del Golfo, in particolare in Arabia Saudita (-29% su base trimestrale), che resta comunque in forte crescita anno su anno (+30%). 

A livello globale, nel 2024 la domanda di petrolio è cresciuta solo dello 0,7%, mentre il gas naturale è salito dell’1,8%, spinto dalla domanda asiatica. L’inizio del 2025 è segnato da un calo dei prezzi energetici e da investimenti vivaci nel Medio Oriente, ma in frenata in Nord America. In parallelo, le energie rinnovabili continuano a crescere, con investimenti globali doppi rispetto alle fonti fossili. Il fatturato globale del settore O&G è calato del 5% nel 2024, ma resta del 23% sopra i livelli pre-pandemia. I margini operativi mostrano tenuta, così come gli investimenti in conto capitale (CapEx), seppur rallentati. Le previsioni indicano un calo del 15% degli investimenti core nel biennio 2025–2026. 

Il settore italiano delle valvole resta competitivo grazie alla focalizzazione su mercati con investimenti in crescita (Europa, Asia, MENA), mentre gli Stati Uniti - in calo - pesano solo per l’11% sull’export nazionale. 

Claudia Persico, Vicepresidente di Confindustria Bergamo per l’Internazionalizzazione, ha dichiarato: «Siamo molto orgogliosi del traguardo decennale di IVS, una manifestazione fortemente voluta dagli imprenditori del settore e sostenuta da Confindustria Bergamo, che ne ha da subito colto la fondamentale importanza per promuovere una filiera d’eccellenza a livello internazionale. I numeri in costante crescita anche per l’edizione 2026 sono una conferma dell’efficacia del progetto che richiama attenzione su un settore all’avanguardia, sviluppando opportunità di business e occasioni uniche di approfondimento a livello scientifico e tecnologico. Si tratta, inoltre, di un comparto in ottima salute, come conferma lo studio di Prometeia, che non sta soffrendo per le prospettive dei dazi americani e che a Bergamo comprende molte produzioni - oltre alle valvole, dagli scambiatori di calore alla caldareria, pompe, tubi e raccordi - e assume quindi un interesse trasversale». 

Luciano Patelli, Presidente di Promoberg, ha commentato: «IVS è il fiore all’occhiello nel percorso di internazionalizzazione della Fiera di Bergamo, grazie alla presenza di centinaia di imprese e di oltre 15mila operatori di altissimo profilo provenienti da tutto il mondo. Siamo onorati di far parte di questo importante evento, di poter fare la nostra parte a sostegno dell’economia e della promozione della nostra città in ambito industriale e manifatturiero, oltre che in quello turistico e culturale. Ad ospitare il Summit sarà come sempre Bergamo, la cui provincia rappresenta il baricentro italiano del comparto, un’eccellenza a livello nazionale e internazionale. IVS è una manifestazione strategica soprattutto se intesa come iniziativa a sostegno delle filiere industriali di eccellenza del territorio e, in particolare, delle Pmi che ne rappresentano la stragrande maggioranza». 

Francesco Apuzzo, Presidente di Valve Campus, ha affermato: «In vista di IVS 2026, il Comitato Scientifico punta a connettere competenze, tecnologie e prospettive, consolidando una proposta già riconosciuta come riferimento per il confronto tecnico tra i professionisti del settore. Il programma proporrà contenuti rilevanti e strategici, in linea con le trasformazioni in atto nell’industria e aperti ai nuovi scenari applicativi. Particolare attenzione sarà riservata alle tecnologie emergenti e alle opportunità offerte da mercati in evoluzione come l’idrogeno e il GNL. Le sei aree tematiche spazieranno dall’aggiornamento normativo all’intelligenza artificiale, fino alla manifattura additiva. Le tavole rotonde, infine, offriranno spazi di confronto ad alto contenuto specialistico, pensati per rispondere alla domanda di conoscenza di una community tecnica sempre più preparata ed esigente».

Per maggiori informazioni: IVS - INDUSTRIAL VALVE SUMMIT
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Ucimu: ancora in calo l’indice degli ordini del secondo trimestre 2026 (-25,8%) ordini esteri (-15

Riccardo Rosa, presidente UCIMU: “per vedere gli effetti dell’iperammortamento dobbiamo attendere i prossimi mesi ma abbiamo grande fiducia per questa misura che ci accompagnerà fino a settembre 2028”. Nel secondo trimestre 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE segna un calo del -25,8% rispetto al periodo aprile-giugno 2025. In valore assoluto l’indice si è attestato a 47,8 (base 100 nel 2021). Il risultato esprime la difficoltà che i costruttori italiani di macchine utensili hanno incontrato sia sul mercato interno che su quello estero. In particolare, gli ordini raccolti oltreconfine hanno segnato un decremento del -15,3% rispetto al secondo trimestre del 2025, per un valore assoluto di 63,2. In calo anche la raccolta ordinativi in Italia, risultata pari a -38,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 33,1. Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “L’incertezza del contesto geopolitico - agitato dalle guerre, dalla crisi di Hormuz e dall’atteggiamento decisamente preoccupante del presidente degli Stati Uniti rispetto alla politica internazionale - ha minato profondamente l’equilibrio già precario in cui l’industria di settore si trovava a operare”. “Il calo delle consegne all’estero, visto il momento, è comprensibile e ce lo aspettavamo. L’attività ha rallentato ma, come è nelle nostre corde, abbiamo cercato di orientare l’offerta verso quelle aree che sono interessate meno direttamente da conflitti e criticità, differenziando, ove possibile i settori di sbocco della nostra offerta”. “Certo è - ha continuato il presidente Riccardo Rosa - che i numeri e i valori di investimento assicurati un tempo dall’automotive non possono essere rimpiazzati dalla domanda espressa da altri settori seppur dinamici, come difesa, aerospace ed energia. Per tale ragione, ancora una volta, chiediamo a chi ci rappresenta in Europa di tornare sui propri passi adottando, nella definizione dei piani di sviluppo per l’auto, il principio di neutralità tecnologica. Questo approccio permetterebbe infatti alla filiera, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione”. “Sul fronte interno le imprese hanno atteso i chiarimenti dell’iperammortamento per confermare le loro intenzioni di acquisto. Dal 12 giugno, giorno in cui tutti i passaggi operativi sono stati completati, l’iperammortamento sta dando i suoi frutti. Da subito abbiamo rilevato un cambio di atteggiamento degli utilizzatori italiani: gli ordini cominciano ad arrivare”. “Dovremo però attendere ancora qualche mese affinché l’effetto sia ben espresso nelle nostre rilevazioni ma siamo decisamente fiduciosi. Anche perché, nel frattempo, abbiamo il dato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, al 9 luglio, segnalava l’inserimento di 7.000 comunicazioni sulla piattaforma GSE per un valore di 2,5 miliardi”. “Al MIMIT va il grande merito di aver previsto per questo incentivo una durata pluriennale. La sua operatività fino a settembre 2028 dovrebbe garantire una programmazione ragionata degli investimenti in nuove macchine utensili e tecnologie di produzione da parte dei clienti italiani, permettendo anche a noi costruttori di pianificare l’attività di produzione sul medio periodo”. “L’auspicio - ha concluso Riccardo Rosa - è quello di veder tornare presto il mercato italiano sui livelli del 2021-2022 quando valeva oltre 6 miliardi di euro. Anche perché la nostra industria manifatturiera ha necessità di innovare per mantenersi competitiva nel contesto internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando completamente le regole del gioco”.

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