Manca meno di un mese all'apertura e Fastener Fair Italy 2026 si presenta già con numeri importanti: oltre 200 aziende espositrici hanno confermato la propria partecipazione alla quinta edizione dell'evento, in programma il 24 e 25 giugno presso CityLife – Allianz MiCo di Milano.
Tra gli espositori che hanno scelto di tornare figurano Achilles Seibert, Ambrovit, Bontempi VIBO, Bralo Italia, DIV GROUP, Fastbolt, Flaig + Hommel, Inox Viti, Milani Enrico, Profiroll Technologies, R+FK Schulte, Rotor Clip, Strubl, The Magni Group e Yuyao Alfirste Hardware, un segnale concreto della fiducia che il settore ripone nell'evento.
Punto di riferimento per produttori, grossisti, distributori e utenti finali, la fiera copre l'intera filiera dei sistemi di fissaggio: dagli elementi di fissaggio e bulloneria (sia industriali che per l'edilizia) ai sistemi di assemblaggio e installazione, passando per le tecnologie di produzione, le attrezzature per lo stoccaggio e la distribuzione, fino ai servizi di informazione e comunicazione. Un perimetro ampio, pensato per rispecchiare la trasversalità di un settore che tocca praticamente ogni comparto industriale.
"Non vediamo l'ora di aprire le porte di questa quinta edizione. La risposta degli espositori conferma che, anche in un momento complesso per l'industria europea, il valore dell'incontro diretto resta insostituibile: è qui che nascono le idee, le partnership e le opportunità che fanno muovere il mercato" afferma Stephanie Cerri, direttrice eventi di Fastener Fair Italy.
Il settore dei sistemi di fissaggio attraversa una fase di profonda trasformazione. Le pressioni degli ultimi anni, dalle tensioni geopolitiche alle volatilità delle materie prime, fino alla ridefinizione delle catene di approvvigionamento, hanno spinto produttori e fornitori ad accelerare l'adozione di soluzioni più efficienti e resilienti. I risultati si vedono: sistemi di fissaggio integrati con sensori per il monitoraggio delle prestazioni in tempo reale, nuove leghe e materiali compositi che coniugano leggerezza e resistenza, linee produttive sempre più automatizzate in cui la digitalizzazione non è più un obiettivo futuro ma una realtà concreta.
In questo scenario, il confronto diretto con chi produce e innova ha un valore che nessun catalogo o scheda tecnica può replicare. Con circa 3.700 professionisti attesi, Fastener Fair Italy 2026 offre la concentrazione di competenze, prodotti e decisori necessaria per orientarsi in un mercato in rapido movimento. La directory degli espositori, già disponibile online, permette di pianificare la visita in anticipo, identificare i fornitori più rilevanti e organizzare incontri mirati.
A supportare la visibilità dell'evento, una rete consolidata di partner mediatici internazionali: Expometals, Fasten.it, Fastener + Fixing Magazine, Fastener World, Galvanotecnica e Italy Export, tra gli altri, contribuiscono a tenere connessa la comunità globale del settore ben oltre i due giorni della manifestazione.
Acquista il tuo biglietto e incontra i principali espositori di viteria, bulloneria e sistemi di fissaggio a Milano.
Informazioni per i visitatori e orari di apertura
Fastener Fair Italy 2026 si terrà dal 24 al 25 giugno 2026 presso CityLife - Allianz MiCo. Gli orari di apertura sono dalle 9.00 alle 17.00 per entrambi i giorni di fiera.
Per maggiori informazioni, visita il sito www.fastenerfairitaly.com
Fastener Fair Italy fa parte di una serie di eventi commerciali organizzati da RX realizzati per l’industria di viteria, bulloneria e sistemi di fissaggio, tra cui Fastener Fair Global, evento bandiera del marchio Fastener Fair che si svolge in Germania, Fastener Fair India, Fastener Fair Mexico e Fastener Fair USA.
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Ucimu: ancora in calo l’indice degli ordini del secondo trimestre 2026 (-25,8%) ordini esteri (-15
Riccardo Rosa, presidente UCIMU: “per vedere gli effetti dell’iperammortamento dobbiamo attendere i prossimi mesi ma abbiamo grande fiducia per questa misura che ci accompagnerà fino a settembre 2028”. Nel secondo trimestre 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE segna un calo del -25,8% rispetto al periodo aprile-giugno 2025. In valore assoluto l’indice si è attestato a 47,8 (base 100 nel 2021). Il risultato esprime la difficoltà che i costruttori italiani di macchine utensili hanno incontrato sia sul mercato interno che su quello estero. In particolare, gli ordini raccolti oltreconfine hanno segnato un decremento del -15,3% rispetto al secondo trimestre del 2025, per un valore assoluto di 63,2. In calo anche la raccolta ordinativi in Italia, risultata pari a -38,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 33,1. Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “L’incertezza del contesto geopolitico - agitato dalle guerre, dalla crisi di Hormuz e dall’atteggiamento decisamente preoccupante del presidente degli Stati Uniti rispetto alla politica internazionale - ha minato profondamente l’equilibrio già precario in cui l’industria di settore si trovava a operare”. “Il calo delle consegne all’estero, visto il momento, è comprensibile e ce lo aspettavamo. L’attività ha rallentato ma, come è nelle nostre corde, abbiamo cercato di orientare l’offerta verso quelle aree che sono interessate meno direttamente da conflitti e criticità, differenziando, ove possibile i settori di sbocco della nostra offerta”. “Certo è - ha continuato il presidente Riccardo Rosa - che i numeri e i valori di investimento assicurati un tempo dall’automotive non possono essere rimpiazzati dalla domanda espressa da altri settori seppur dinamici, come difesa, aerospace ed energia. Per tale ragione, ancora una volta, chiediamo a chi ci rappresenta in Europa di tornare sui propri passi adottando, nella definizione dei piani di sviluppo per l’auto, il principio di neutralità tecnologica. Questo approccio permetterebbe infatti alla filiera, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione”. “Sul fronte interno le imprese hanno atteso i chiarimenti dell’iperammortamento per confermare le loro intenzioni di acquisto. Dal 12 giugno, giorno in cui tutti i passaggi operativi sono stati completati, l’iperammortamento sta dando i suoi frutti. Da subito abbiamo rilevato un cambio di atteggiamento degli utilizzatori italiani: gli ordini cominciano ad arrivare”. “Dovremo però attendere ancora qualche mese affinché l’effetto sia ben espresso nelle nostre rilevazioni ma siamo decisamente fiduciosi. Anche perché, nel frattempo, abbiamo il dato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, al 9 luglio, segnalava l’inserimento di 7.000 comunicazioni sulla piattaforma GSE per un valore di 2,5 miliardi”. “Al MIMIT va il grande merito di aver previsto per questo incentivo una durata pluriennale. La sua operatività fino a settembre 2028 dovrebbe garantire una programmazione ragionata degli investimenti in nuove macchine utensili e tecnologie di produzione da parte dei clienti italiani, permettendo anche a noi costruttori di pianificare l’attività di produzione sul medio periodo”. “L’auspicio - ha concluso Riccardo Rosa - è quello di veder tornare presto il mercato italiano sui livelli del 2021-2022 quando valeva oltre 6 miliardi di euro. Anche perché la nostra industria manifatturiera ha necessità di innovare per mantenersi competitiva nel contesto internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando completamente le regole del gioco”.
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