Meccanica italiana, in calo export e mercato interno

Pubblicato il 05/12/2025
Meccanica italiana, in calo export e mercato interno

Secondo le previsioni 2025 dell’Ufficio studi Anima Confindustria, il comparto dovrebbe chiudere l’anno in negativo (-1,4%). Almici «Uno scenario critico che richiede interventi mirati delle istituzioni

In occasione dell'evento organizzato da Anima Confindustria presso l'Hotel Marriott di Milano, "Come sostenere la competitività dell'industria meccanica", la Federazione ha fornito un quadro dettagliato delle previsioni sulla produzione e l'export della meccanica varia per il 2025. I dati presentati parlano chiaramente di una situazione di rallentamento che si prolunga da due anni e che riflette l’influenza negativa che pesa sul comparto industriale, scaturita da tensioni geopolitiche, imposizione di dazi commerciali e dalla volatilità dei mercati internazionali.

La produzione complessiva del comparto raggiungerà nel 2025 un valore stimato di 59,1 miliardi di euro, registrando una contrazione dell'1,4% rispetto al 2024 e confermando il secondo anno consecutivo di flessione - dopo il calo dell'1,3% registrato nel 2024 rispetto al 2023. Nessuno dei sei macrosettori rappresentati da Anima ha registrato una crescita rispetto all'anno precedente, un segnale univoco della gravità della situazione.

Sul fronte dell'export, per la meccanica italiana vengono stimate esportazioni per 32,9 miliardi di euro nel 2025, con un calo dell'1,7% rispetto al 2024. Un peggioramento quindi rispetto al debole segnale positivo dello scorso anno, quando l'export aveva registrato una crescita dello 0,7%. Quest’ultimo dato riveste un'importanza cruciale, in quanto l'export rimane il motore trainante del comparto, con una quota di fatturato destinato ai mercati internazionali che supera il 55% della produzione totale. La contrazione rappresenta una minaccia significativa alla competitività dell’industria italiana e di conseguenza anche per la bilancia commerciale nazionale.

In calo il comparto principale per fatturato all’interno di Anima Confindustria. Gli impianti, macchine e prodotti per l’edilizia, settore da oltre 20 miliardi di euro, cala del 2,4% rispetto al 2024, di cui l’export -1,9%. Le tecnologie e attrezzature per l’industria alimentare segnano -0,7%, mentre il comparto della logistica e movimentazione delle merci dovrebbe chiudere l’anno con -0,8%. Prevista un anno negativo anche per le tecnologie e prodotti per l’industria (-1,0%). Entrando nel dettaglio, il settore delle macchine e degli impianti per la produzione di energia e per l'industria chimica e petrolifera, la produzione è stimata a 16,5 miliardi di euro nel 2025, segnando una flessione dell'1,0% rispetto al 2024. L'export del medesimo comparto subirà una contrazione dell'1,7%, attestandosi a 9,6 miliardi di euro.

Il settore più stabile dovrebbe essere quello delle macchine e impianti per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente. La produzione è prevista a 5,1 miliardi di euro nel 2025, in lieve flessione (-0,05%) rispetto al 2024, con una crescita del mercato interno impattata da un export in calo del 2,0%.

Sul fronte dell'occupazione, l’intero comparto rappresentato da Anima dovrebbe contare oltre 224.000 addetti nel 2025, registrando una riduzione dello 0,1% rispetto al 2024. Sebbene questa flessione sia minima, testimonia il perdurare della difficoltà del settore nel mantenere i livelli occupazionali.

Il presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici, ribadisce con forza «la necessità di un intervento deciso e coordinato da parte delle istituzioni italiane ed europee. L'industria meccanica varia non è un settore ordinario: fornisce lavoro a più di 224.000 addetti, generando un fatturato che sfiora i 60 miliardi di euro all’anno e rappresenta una parte importante dell’intero PIL manifatturiero nazionale. Lasciare che la competitività di questo settore si spenga ulteriormente significherebbe assistere, volutamente impotenti, a una potenziale deriva che minaccerebbe la prosperità economica del Paese. La Federazione apprezza il crescente riconoscimento dimostrato dalle istituzioni nel corso dell'ultimo anno e chiede interventi mirati che affrontino concretamente le sfide attuali: una risposta coordinata ai dazi statunitensi, il ripristino di politiche industriali stabili a supporto dell'innovazione e il coinvolgimento costante delle associazioni di categoria nei processi decisionali di natura industriale».

Nonostante lo scenario complesso, Anima rimane fiduciosa e sottolinea la tenace capacità dell'industria meccanica italiana di resistere e saper affrontare questo momento difficile.

«Il comparto ha dimostrato nel corso dei decenni – prosegue Almici – una capacità di adattamento e innovazione in risposta alle differenti crisi globali. Tuttavia, questa resilienza non può bastare da sola: è di vitale importanza che le istituzioni forniscano il supporto necessario. Il piano Transizione 5.0 poteva essere uno strumento di rilancio, ma l’esaurimento dei fondi e la conseguente chiusura del piano hanno aumentato l’incertezza per tutta l’industria manifatturiera. La meccanica rappresentata da Anima resta infatti il cuore pulsante dell'economia italiana, nonché la vera leva della sua competitività globale. Proteggere questa realtà rappresenta una questione di interesse nazionale che richiede l’impostazione di una diversa visione strategica e soprattutto un impegno concreto da parte di tutti gli attori istituzionali»

ANIMA Confindustria è l'organizzazione industriale di categoria che, all'interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 224.006 addetti per un fatturato di 59,1 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 56% (previsioni 2025 Ufficio Studi Anima). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.

Per maggiori informazioni: ANIMA Confindustria

Altri articoli che potrebbero interessarti

L’export della meccanica supera i 20 miliardi di euro nel primo semestre

I numeri presentati agli Anima Export Days 2026: +2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Export in crescita in Usa, Cina e Germania L’export della meccanica varia rappresentata da Anima Confindustria raggiunge 20,4 miliardi di euro nel primo semestre 2026, in crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati, elaborati dall’Ufficio Statistica di Anima su base Istat, sono stati presentati in occasione della tappa di Brescia degli Anima Export Days, l’iniziativa dedicata all’internazionalizzazione della meccanica italiana che, dal 28 settembre al primo ottobre, sta facendo incontrare le imprese del settore con buyer internazionali selezionati. Giunti alla sesta edizione, gli Export Days nascono dalla collaborazione tra Anima Confindustria, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e Agenzia Ice, con l’obiettivo di favorire nuove relazioni commerciali e sostenere il rafforzamento della presenza delle aziende italiane sui mercati esteri. Quest’anno gli incontri B2B coinvolgono operatori provenienti da oltre 20 paesi e si svolgono in quattro tappe: Borgosesia, Torino, Brescia e Bassano del Grappa. L’iniziativa si inserisce in una fase nella quale le tensioni geopolitiche e le incertezze sulle politiche commerciali continuano a condizionare gli scambi internazionali. In questo scenario, i dati relativi al primo semestre 2026 restituiscono un quadro di tenuta per la meccanica rappresentata da Anima. L’export dei settori Anima ha raggiunto complessivamente 20,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,8% rispetto ai 19,8 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. La dinamica conferma la forte vocazione internazionale del comparto, pur con andamenti differenti. Tra le principali componenti dell’export figurano valvolame e rubinetteria, turbine a gas, pompe idrauliche, e impianti aeraulici. Altri comparti mostrano risultati positivi, mentre alcuni registrano una contrazione. Sul piano geografico, gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione dell’export dei settori Anima, con 2,38 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2026, in crescita del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono la Germania, con 1,99 miliardi di euro (+4,8%), e la Francia, con 1,81 miliardi (+2,9%). Accanto ai mercati europei più consolidati, emergono alcune dinamiche particolarmente rilevanti nelle aree extra-Ue, a partire da Cina, Medio Oriente e Nord Africa. Nonostante un calo generale verso i paesi del Golfo (-3,7%), l’export verso l’Arabia Saudita è cresciuto del 14,6% (665,1 milioni di euro), sostenuto dai comparti legati agli impianti di processo, energia, infrastrutture e raffrescamento. In Cina, l’export dei settori Anima è cresciuto del 22,3% e sfiora i 720 milioni di euro. A determinare in misura straordinaria l’incremento è soprattutto il comparto degli impianti aeraulici. In Cina hanno registrato una buona dinamica anche turbine a vapore e compressori per aria.Ancora più marcata la crescita dell’Algeria, che registra +146,7%, passando da 173,3 a 427,6 milioni di euro. A pesare in tale risultato sono stati soprattutto tecnologie come: turbine a gas (che rappresentano circa il 47% dell’export complessivo verso il Paese), valvole e rubinetti, ma anche prodotti e apparecchiature in pressione. Si tratta spesso di flussi legati a singole commesse e quindi caratterizzati da una dinamica non necessariamente continuativa, ma il dato evidenzia la capacità delle imprese italiane di intercettare opportunità anche su mercati in forte sviluppo. «La crescita del 2,8% dell’export nel primo semestre conferma la capacità della meccanica italiana di mantenere una posizione competitiva sui mercati internazionali anche in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e incertezza negli scambi. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione, mentre i risultati di Cina e Algeria mostrano la capacità delle imprese di cogliere opportunità in mercati differenti. È un segnale di resilienza che va accompagnato da una maggiore diversificazione e dal rafforzamento della presenza internazionale. In questa direzione, gli Export Days rappresentano uno strumento concreto per creare nuove relazioni e opportunità di business», dichiara Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria. Sul fronte dell’import, nei primi sei mesi dell’anno i settori Anima registrano un incremento dell’1,2%, per un valore complessivo di 9,73 miliardi di euro; si tratta di un dato che completa il quadro dell’interscambio attuale e non fa che confermare la centralità assunta ormai dai mercati internazionali oltre a quello europeo. È in questo contesto che Anima rinnova gli Export Days, trasformando l’analisi dei mercati in un’occasione concreta di incontro tra domanda e offerta.

05/10/2026 Leggi di più

Export siderurgico, i primi dieci poli valgono 6,9 miliardi di euro

Nel primo semestre 2026 le esportazioni dei principali distretti siderurgici crescono dell’1,9%. Import in calo del 9,2% La siderurgia italiana tiene sui mercati esteri, ma con velocità molto diverse tra territori.  Nel primo semestre 2026 le esportazioni in valore di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio dei primi dieci poli siderurgici italiani hanno sfiorato i 6,9 miliardi di euro, contro i 6,7 miliardi dello stesso periodo del 2025, segnando una crescita dell’1,9%.Il dato dei primi dieci poli risulta più dinamico rispetto all’andamento complessivo delle esportazioni: in totale sono calate dello 0,1% in valore nel semestre, a fronte di un incremento dello 0,2% in quantità. Una leggera diminuzione, spiega l’Ufficio Studi siderweb, dovuta alla riduzione dei prezzi di vendita.La classifica conferma al vertice Brescia. Udine mantiene la seconda posizione e Cremona la terza. La graduatoria registra però movimenti significativi: Milano guadagna due posizioni, Reggio Emilia ne guadagna una, mentre Bergamo perde due posizioni e Lecco una.Brescia rafforza la leadership. Milano saleIl polo bresciano si conferma il principale polo siderurgico italiano per valore dell’export e registra una crescita del 7,1%. L’aumento consente a Brescia di ampliare il vantaggio su Udine: il differenziale tra i primi due poli passa da 74,7 a 96,5 milioni di euro.Udine mantiene la seconda posizione con un incremento dell’export del 5,3%. È però Cremona a registrare la crescita più forte tra i primi dieci poli, consolidando il terzo posto: +12,6%. Il polo di Mantova, quarto in classifica, registra una contrazione dell’export del 5,8%. Movimento significativo per Milano, che con un incremento del 4,5% sale di due posizioni. Vicenza conserva la sesta posizione con un valore dell’export sostanzialmente invariato rispetto al primo semestre 2025. Il dato più negativo della graduatoria è quello di Bergamo, che registra una contrazione dell’export del 19,5% e perde due posizioni. All’opposto, Reggio Emilia segna uno degli incrementi più rilevanti, con un +11,1%, e sale di una posizione. Terni cresce del 7,8% e mantiene l’ottavo posto. Chiude la top 10 Lecco, con un export in calo del 3%.Quanto a Taranto, sede del polo siderurgico di Acciaierie d’Italia, anche nel primo semestre 2026 è fuori dalla top 20. L’export è sceso dell’86,5%. Nel 2025, il valore era calato del 40,3% rispetto all’anno prima, fermandosi a 42 milioni di euro (erano stati 362 milioni nel 2022). Import: dai primi dieci poli 500 milioni di euro in menoIl quadro cambia sul fronte degli acquisti dall’estero. Nel primo semestre 2026 le importazioni dei primi dieci poli siderurgici sono diminuite del 9,2%, passando da 5,8 a 5,3 miliardi di euro: circa 500 milioni di euro in meno in un anno.A livello nazionale la contrazione è ancora più marcata: le importazioni di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio diminuiscono del 13% in valore e del 15,9% in quantità.Particolarmente rilevante la diversa dinamica tra fornitori europei ed extra Ue. Le importazioni in quantità dai Paesi extra Ue diminuiscono del 22,5%, pari a circa 1,6 milioni di tonnellate, mentre quelle dai Paesi Ue calano del 2,1%. Nel quadro delineato dall’analisi dell’Ufficio Studi siderweb, la riduzione degli acquisti extra Ue è collegata anche all’entrata a regime del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam).

02/10/2026 Leggi di più

Anima confindustria ha incontrato a milano i ministri della giordania

Confronto con Zeina Touqan e Tareq Abu Ghazaleh per sviluppare nuove opportunità per la meccanica italianaAnima Confindustria ha promosso a Milano un confronto istituzionale con la Giordania sulle prospettive di business e investimento per la meccanica italiana. La tavola rotonda, organizzata in collaborazione con Joint Italian Arab Chamber of Commerce e Assolombarda, ha riunito imprese e rappresentanti istituzionali giordani per individuare opportunità concrete per le aziende italiane. All’incontro hanno partecipato S.E. Zeina Touqan, Ministra della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale della Giordania, S.E. Tareq Abu Ghazaleh, Ministro degli Investimenti e anche Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia. I due esponenti del Governo giordano hanno incontrato alcune imprese italiane durante la mattinata. Nel pomeriggio, la tavola rotonda è stata presieduta dal vicepresidente di Anima Confindustria con delega all’internazionalizzazione, Alberto Zerbinato. Il confronto ha permesso di approfondire progetti e opportunità di collaborazione in settori di interesse per la meccanica italiana, tra cui gestione delle risorse idriche e delle acque reflue, trattamento dei rifiuti, energia idroelettrica, edilizia e infrastrutture turistiche, tecnologie e macchinari per il settore farmaceutico. «Vogliamo rafforzare le relazioni commerciali con la Giordania e sviluppare nuove opportunità di cooperazione per le nostre imprese. Il nostro obiettivo è consolidare il dialogo e creare occasioni concrete di collaborazione nei settori industriali che meglio presidiamo», ha dichiarato Alberto Zerbinato, vicepresidente di Anima Confindustria con delega all’internazionalizzazione. Per la Federazione, l’incontro ha rappresentato un’azione di apertura verso un mercato nel quale possono emergere ottime opportunità legate a investimenti, infrastrutture, sostenibilità e innovazione. Anima porta così la meccanica italiana a un confronto diretto con interlocutori pubblici e imprese giordane. Il meeting ha costituito una tappa di avvicinamento alla Jordan-EU Investment Conference, in programma il 19 novembre sul Mar Morto, alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alla quale parteciperà anche una delegazione di Anima Confindustria. L’appuntamento sarà dedicato alle opportunità di investimento e cooperazione tra Giordania e Unione europea e rappresenterà un ulteriore momento di confronto per gli operatori economici.

02/10/2026 Leggi di più
Iscriviti alla nostra newsletter
per rimanere aggiornato sulle ultime notizie del mondo industriale
Contattaci
Immagine Newsletter LIndustriale
Dati Legali

L'industriale s.r.l.
P. IVA: 12212870153
Codice Fiscale: 12212870153

Sede Legale

Via Carlo Dolci, 32
20148 Milano (MI)
Italy

Registro Imprese

Iscrizione R.I.: 12212870153
REA: MI-1539011
Capitale sociale: Euro 10.400,00 i.v.

Top
Questo sito è protetto da reCAPTCHA pertanto si applicano le norme sulla privacy ed i termini di servizio di Google.