IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi

Pubblicato il 26/05/2026
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi

Bergamo si conferma punto di riferimento internazionale per il settore delle valvole industriali e del flow control.  

Giovanna Ricuperati, Presidente Confindustria Bergamo: “Un’edizione di svolta che ha segnato un salto di qualità ed elevato il profilo internazionale della Fiera”. 

Paolo Agnelli, Presidente Promoberg: “Raggiunto l’obiettivo: sempre più attenzione su un settore all’avanguardia, con rilevanti opportunità di business e confronto”.

Appuntamento alla Fiera di Bergamo dal 16 al 18 maggio 2028 per la settima edizione del Summit.

Si è conclusa il 21 maggio con numeri da record la sesta edizione di IVS 2026 - Industrial Valve Summit, il più importante evento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control. L’appuntamento, promosso da Confindustria Bergamo e Promoberg, si è svolto presso la Fiera di Bergamo dal 19 al 21 maggio 2026. 

Gli organizzatori della manifestazione hanno comunicato che la settima edizione di IVS si svolgerà presso la Fiera di Bergamo dal 16 al 18 maggio 2028. 

Un’edizione da record 

IVS 2026 si è chiusa con un afflusso finale di 20.400 visitatori, provenienti da 72 Paesi. Il pubblico, giunto in rappresentanza di tutti e cinque i continenti, ha segnato una partecipazione del 36% maggiore rispetto al quinto appuntamento del Summit, quando la città di Bergamo ha richiamato 15 mila ospiti.  

Protagonisti di IVS 2026 sono stati i 420 espositori (+30% rispetto all’edizione 2024) provenienti da 20 Paesi: oltre all’Italia, ci sono anche Spagna, Germania, Francia, UK, USA, Repubblica Ceca, Polonia, Paesi Bassi, Portogallo, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Finlandia, Irlanda, Messico, Sud Africa, Turchia e UAE. La componente internazionale si è dimostrata in grande fermento e ha superato il 25% del totale degli espositori. 

Ad ampliarsi è stata anche la durata dell’appuntamento, prima edizione su tre giornate, e il programma scientifico di IVS, uno spazio che negli anni si è consolidato sempre più come un’agorà di scambio dove interpretare il cambiamento e approfondire le ultime innovazioni tecnologiche e le nuove sfide del comparto.  

IVS 2026 ha organizzato infatti 68 appuntamenti (il 30% in più rispetto ai 52 eventi del 2024) tra convegni, tavole rotonde e conferenze attorno a sei aree tematiche principali, e un focus su intelligenza artificiale ed energia nucleare. In una fase segnata da tensioni geopolitiche, il Summit ha assunto un ruolo ancora più rilevante come momento di allineamento e lettura degli scenari

La manifestazione ha inoltre aumentato anche le superfici espositive, che si sono sviluppate su oltre 21.400 metri quadrati - area superiore alla precedente edizione di circa il 40% - suddivisi in quattro padiglioni. Numeri che raccontano come IVS si sia affermato come un appuntamento imprescindibile per tutta la filiera globale connessa alle valvole industriali e al controllo del flusso.  

L’Osservatorio Prometeia The Oil&Gas Valve Industry in Italy 2026 

Durante il Summit è stato presentato l’Osservatorio IVS-Prometeia The Oil&Gas Valve Industry in Italy 2026, che ha fotografato lo stato dell’arte del comparto italiano di riferimento, settore d’eccellenza del Made in Italy e leader in Europa. Il report, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo, ha dipinto uno stato dell’arte del comparto italiano delle valvole industriali, che si conferma un segmento chiave del manifatturiero nazionale e un’eccellenza nel contesto competitivo europeo

Come si legge nel documento, con oltre 146 aziende, 10.000 addetti e oltre 3,8 miliardi di fatturato, l’industria italiana delle valvole industriali si conferma uno dei comparti strategici della meccanica nazionale. Inoltre, l’Italia risulta il primo produttore europeo di valvole Oil & Gas, con una quota vicina al 40% dell’intera produzione comunitaria. Fortemente concentrato in Lombardia e in particolare nell’area di Bergamo, il comparto locale di riferimento genera quasi il 70% del fatturato nazionale del settore. 

Nel 2025 l’export italiano di valvole Oil & Gas ha superato i 4 miliardi di euro (+5,4%), trainato soprattutto da Europa occidentale e Nord America, consolidando l’Italia come terzo esportatore mondiale del settore, dietro Cina e Germania, con una quota globale del 9,9%.  

Dal 2020 il mercato globale delle valvole Oil & Gas ha visto un progressivo spostamento della domanda verso Nord America e Medio Oriente-Nord Africa, tra le principali aree di crescita del settore energetico. Le aziende italiane hanno intercettato efficacemente questa trasformazione, rafforzando la propria presenza nei mercati ad alto valore aggiunto, mentre l’Asia ha progressivamente perso peso nelle esportazioni italiane e l’Europa occidentale, seppure in rallentamento, resta un mercato di riferimento. 

Nel 2025 l’Italia ha sovraperformato i competitor in 38 mercati, pari al 44% delle importazioni mondiali di valvole Oil & Gas e resta particolarmente rilevante la performance nei mercati ad alta crescita, dove ha guadagnato quote in 18 destinazioni in espansione, che da sole valgono oltre il 30% delle importazioni mondiali.  

Sinergie e partnership 

Di grande stimolo all’incremento delle presenze internazionali sono state le sinergie con ICE, AVR ANIMA, Confindustria Assafrica & Mediterraneoe UNIDO ITPO Italy. IVS ha inoltre siglato accordi con BVAA, Fluidex, SPAP, CzechTrade, Evolen, CEIR, SPE ed ESA, anche attraverso la presenza di padiglioni-Paese. Le partnership hanno portato in Fiera delegazioni internazionali composte da rappresentanti istituzionali, imprenditori, decisori, speakers e operatori specializzati.  

Gli organizzatori hanno invitato buyers qualificati di End User ed EPC di primo piano: un parterre che si è interfacciato con gli operatori dell’intero comparto energetico, dando vita a momenti di scambio e confronto. In questo contesto si sono aperte nuove opportunità di ingresso e consolidamento in mercati emergenti, tra cui il Continente africano, caratterizzato da una dinamica demografica in crescita e da una domanda energetica in espansione, che la rendono un’area di interesse crescente per lo sviluppo della filiera. 

Si è offerto un’ulteriore occasione di incontro tra le delegazioni straniere presenti in fiera e gli attori della supply chain allargata dell’Oil&Gas, grazie ad operazioni mirate di matchmaking.  

Le dichiarazioni 

Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo, ha commentato: «È stata un’edizione di svolta per IVS - Industrial Valve Summit, che ha segnato un salto di qualità, facendo acquisire alla manifestazione un profilo marcatamente internazionale, sia per quanto riguarda gli espositori che per i visitatori. In parallelo è ulteriormente cresciuta la partecipazione alle proposte di approfondimento scientifico e tecnico. Numeri che qualificano la manifestazione come evento leader per il settore e confermano l’importanza di un approccio attento alla valorizzazione delle filiere, applicabile anche ad altre eccellenze industriali del territorio».  

Paolo Agnelli, Presidente di Promoberg, ha aggiunto: «L’edizione 2026 ha ulteriormente evidenziato l’importanza strategica di una fiera fortemente voluta e sostenuta da Promoberg di concerto con Confindustria, evento capace di valorizzare in chiave internazionale una filiera d’eccellenza. IVS ha pienamente raggiunto l’obiettivo di richiamare sempre più attenzione su un settore all’avanguardia, sviluppando rilevanti opportunità di business e al tempo stesso occasioni uniche di confronto e approfondimento a livello scientifico e tecnologico. La crescita registrata quest’anno, sommata all’alto livello qualitativo delle imprese e ai riscontri più che positivi raccolti tra buyer e operatori, confermano la valenza del progetto. Il Summit rappresenta il fiore all’occhiello nel percorso di internazionalizzazione di Promoberg e della Fiera di Bergamo. Stiamo rafforzando le sinergie con il territorio e con player internazionali, studiando nel contempo nuovi eventi per collocare il nostro polo e le sue attività al centro di una delle macroregioni più importanti al mondo».  

Francesco Apuzzo, Presidente di Valve Campus, ha dichiarato: «IVS 2026 segna un passaggio importante nel percorso di evoluzione della manifestazione e, in particolare, nel valore del suo contributo tecnico-scientifico alla filiera delle valvole industriali. Nei giorni della fiera si è registrato una partecipazione estremamente qualificata, con operatori specializzati, end user, EPC, aziende, università ed esperti internazionali che hanno portato esperienze operative, casi applicativi e know-how di alto profilo. Il programma scientifico ha confermato una crescita nella quantità dei contenuti, nella loro profondità e nella capacità di affrontare temi oggi centrali per il settore. Anche il livello degli speaker coinvolti conferma come IVS sia ormai riconosciuto come uno spazio autorevole dall’approccio pragmatico e orientato alle applicazioni concrete. È questa coerenza, mantenuta nel tempo, ad aver consentito alla manifestazione di consolidare la propria identità e di crescere edizione dopo edizione senza perdere il legame con le esigenze reali del mercato. Proprio il rapporto diretto tra industria, utilizzatori finali e competenze tecniche rappresenta oggi uno dei principali fattori della solidità e della riconoscibilità internazionale dell’evento»

Per maggiori informazioni: IVS 2026
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi

Altri articoli che potrebbero interessarti

Amb 2026: i processi collaborativi guidano l’automazione

Tema centrale: Automazione: Patrick Schwarzkopf (VDMA) parla di processi collaborativi, intelligenza artificiale e automazione per le PMI tramite soluzioni No-CodeQuando le aziende manifatturiere puntano a rendere i propri processi più efficienti e flessibili, le soluzioni di automazione assumono un ruolo centrale, soprattutto negli ambiti in cui persone e macchine collaborano sempre più strettamente. L'AMB 2026 affronta questo tema centrale con un approccio pratico e mostra come i processi collaborativi si stiano evolvendo lungo l'intera filiera della lavorazione per asportazione di truciolo. Nell'intervista, Patrick Schwarzkopf, Direttore Generale dell'Associazione di settore VDMA per Robotica e Automazione, analizza i principali fattori che stanno guidando questa evoluzione e offre una panoramica sugli sviluppi che le aziende dovrebbero tenere sotto osservazione.L'automazione come uno dei tre temi centrali: i processi collaborativi acquistano sempre maggiore importanzaAMB: L'industria della robotica e dell'automazione prevede per il 2026 un calo del fatturato del 5%; ciononostante, la pressione sulle aziende manifatturiere affinché automatizzino i propri processi continua a crescere. Perché proprio questo è il momento giusto per puntare sui processi collaborativi e quali fattori spingono le imprese a compiere questo passo?Patrick Schwarzkopf: È vero, stiamo ancora osservando una marcata prudenza negli investimenti, dovuta a diverse ragioni: dalle tensioni geopolitiche alle ben note criticità legate alla competitività dei siti produttivi. Tuttavia, la tendenza verso l'automazione resta inalterata. Nei prossimi anni il cambiamento demografico si farà ancora più evidente; per questo sarà necessario automatizzare un numero crescente di attività, così da supportare il personale qualificato che rimarrà disponibile. Solo così potremo rimanere competitivi. Sarà determinante l'interazione tra uomo e macchina. Il rapidissimo sviluppo dell'intelligenza artificiale (di seguito IA), in particolare dell'IA generativa e della cosiddetta IA fisica, apre nuove possibilità, ad esempio attraverso gli agenti di IA (Agentic AI) e grazie a un utilizzo e a una programmazione delle soluzioni di automazione molto più semplici.AMB: Per molto tempo l'automazione è stata concepita soprattutto per la produzione in grandi serie. Oggi, invece, le soluzioni robotiche rappresentano un'opzione concreta anche per le piccole serie. A che punto è arrivata questa evoluzione e di cosa ha concretamente bisogno una piccola impresa per introdurre l'automazione nel proprio processo produttivo?Patrick Schwarzkopf: L'automazione per le PMI sta compiendo enormi passi avanti. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni è stato straordinario e ha ridotto sensibilmente le barriere d'ingresso per le piccole e medie imprese. Sono tipici gli scenari di "Low Volume, High Mix", caratterizzati da bassi volumi produttivi e da un'elevata varietà di prodotti. In questi contesti è fondamentale che la programmazione possa essere eseguita in modo rapido, semplice e senza un grande impegno da parte del personale. A questo scopo oggi esistono numerose soluzioni No-Code, che non richiedono alcuna conoscenza di linguaggi di programmazione. I flussi di automazione possono essere configurati tramite interfacce grafiche con funzionalità di drag-and-drop, mentre le traiettorie dei robot possono essere apprese mediante guida manuale (hand guiding) e memorizzate con la semplice pressione di un pulsante. I principali produttori offrono ormai da tempo soluzioni specificamente sviluppate per rispondere alle esigenze delle PMI. Spesso sono sufficienti configurazioni pragmatiche, ad esempio un robot che lavora durante la notte, consentendo così un significativo incremento della produttività. L'ostacolo è spesso meno tecnologico che culturale: molte aziende continuano a ritenere che l'automazione sia inevitabilmente troppo complessa o troppo costosa. Questa convinzione è ormai superata, perché le soluzioni esistono già e sono facilmente osservabili in fiere specializzate come l'AMB. Un utile punto di riferimento è, ad esempio, Go4Robotics, la piattaforma online della International Federation of Robotics (IFR).AMB: Se la programmazione e l'utilizzo diventano più semplici, anche la collaborazione diretta tra uomo e robot si fa sempre più concreta. Oggi i due lavorano sempre più spesso fianco a fianco, senza la necessità di barriere di protezione: è stato proprio lo sviluppo di sistemi di sensoristica supportati dall'IA a rendere questa modalità realmente praticabile. Quali cambiamenti concreti comporta tutto questo sullo shop floor e in che modo le aziende devono ripensare i processi e il ruolo delle persone?Patrick Schwarzkopf: I robot collaborativi (cobot) sono ormai ben affermati. In molte applicazioni, tuttavia, si parla più propriamente di "coesistenza": uomo e robot operano senza barriere di protezione, rendendo possibile un'interazione diretta e sicura. Un ulteriore livello di collaborazione ancora più stretta lo stiamo osservando oggi con la robotica umanoide. In questo ambito l'IA sta compiendo progressi straordinari: i robot sono sempre più capaci di interpretare l'ambiente circostante e di agire in modo autonomo e appropriato. Sebbene sia ancora necessario svolgere un importante lavoro pionieristico, i robot umanoidi stanno progressivamente uscendo dai laboratori di ricerca e trovano già le prime applicazioni sperimentali in ambito industriale. Prima che questa tecnologia raggiunga una piena maturità per un impiego diffuso sarà necessario ancora del tempo. Al contempo, però, la robotica umanoide sta accelerando l'evoluzione dell'interazione stretta tra uomo e macchina, ad esempio grazie alla possibilità di comunicare verbalmente con i robot.AMB: Molti di questi sviluppi possono essere valutati al meglio osservandoli dal vivo. A settembre, l'AMB riunirà a Stoccarda l'intero ecosistema della lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo: produttori, utilizzatori e mondo della ricerca sotto lo stesso tetto. Quale contributo può offrire questa combinazione unica per favorire una più ampia diffusione dell'automazione collaborativa? E perché la visita alla fiera è imprescindibile per tutte le aziende che operano nella lavorazione dei metalli e stanno valutando l'introduzione di soluzioni di automazione?Patrick Schwarzkopf: Uno sguardo ai dati ne evidenzia chiaramente l'importanza: secondo la International Federation of Robotics (IFR), il Machine Tending – ossia il carico e lo scarico automatico dei pezzi sulle macchine utensili – rappresenta una delle principali applicazioni della robotica. Nel corso di un decennio, le nuove installazioni annuali di robot destinati alle operazioni di handling sulle macchine utensili sono aumentate da 14.500 unità nel 2015 a 19.000 unità nel 2024. I dati preliminari dell'IFR indicano che anche nel 2025 il trend proseguirà con una crescita significativa, a doppia cifra. Negli ultimi anni è aumentato sensibilmente anche l'impiego dei robot collaborativi (cobot): nel 2024 sono stati installati a livello mondiale circa 65.000 cobot, pari al 12% di tutti i robot industriali. Gli incrementi più rilevanti si registrano nel settore della robotica mobile, che consente di collegare in modo flessibile diverse macchine produttive, ad esempio mediante manipolatori mobili, ossia piattaforme mobili equipaggiate con un braccio robotico. È difficile trovare una panoramica così completa, concentrata e specifica per il settore come quella offerta da una fiera specializzata. All'AMB, infatti, è possibile vedere e sperimentare concretamente le soluzioni di automazione dedicate alla lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo.AMB: Grazie per l'intervista, signor Schwarzkopf.Focus sull'automazione all'AMB 2026 nell'Oskar-Lapp-Halle (Padiglione 6)L'automazione sarà protagonista dell'AMB 2026 in quasi tutti i padiglioni fieristici: dai costruttori di macchine utensili dotate di sistemi di automazione fino alle soluzioni dedicate agli utensili e alle tecnologie di serraggio, ad esempio per l'attrezzaggio automatico. Un punto di riferimento particolare sarà l'Oskar-Lapp-Halle (Padiglione 6), che ospiterà l'area "Automazione e tecnologie di handling". Qui numerose aziende espositrici – tra cui FANUC, KUKA, Cellro, RoboJob, Wassermann Technologie e molte altre – presenteranno le loro più recenti soluzioni per la produzione e la gestione dei processi. Vale la pena consultare l'elenco degli espositori, perché qui i visitatori professionali possono vedere dal vivo come robotica, automazione collaborativa, approcci Industria 4.0 e IIoT (Industrial Internet of Things) stiano evolvendo i processi di lavorazione per asportazione di truciolo, introducendo nuove soluzioni e nuovi impulsi all'innovazione del settore.Informazioni sull'AMBDal 1982 l'AMB presenta gli highlight dell'industria metallurgica internazionale. "Where metal comes alive": anche nel 2026 sarà un appuntamento fisso nelle agende del settore, quest'anno dal 15 al 19 settembre. È il mercato internazionale e il luogo di incontro per la lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo, dove vengono presentati gli ultimi prodotti, tecnologie, innovazioni, servizi e concetti in tutte le loro sfaccettature. L'AMB è sostenuta dagli associazioni di riferimento VDMA Präzisionswerkzeuge, VDMA Software und Digitalisierung e VDW Verein Deutscher Werkzeugmaschinenfabriken e.V. (Associazione tedesca dei costruttori di macchine utensili).

09/07/2026 Leggi di più

Assemblea ucimu: nel 2026 l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazi

Il 2025 si è rivelato un anno complessivamente fiacco per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha registrato una sostanziale stazionarietà della produzione rispetto all’anno precedente. Il risultato deludente è stato determinato dal pesante calo dell’export. È andata meglio l’attività sul mercato interno, trainata dalla ripresa della domanda, ma, nonostante gli incrementi a doppia cifra, i valori sono rimasti ancora molto distanti dai livelli del 2021-2022.Nonostante ciò, l’industria italiana di settore si è confermata, ancora una volta, tra i principali protagonisti dello scenario internazionale ove è risultata quinta nella classifica mondiale di produzione e di consumo e quarta in quella di export.Le previsioni per il 2026 stimano una timida ripresa trainata dal miglioramento della performance raccolta sul mercato domestico, grazie anche alla disponibilità dell’Iperammortamento. Ancora debole l’attività oltreconfine.Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, Riccardo Rosa, in occasione dell’Assemblea dei soci che ha visto la partecipazione della vicepresidente di CONFINDUSTRIA per l’export e l’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, del presidente del Comitato Scientifico di ISPI, Paolo Magri, moderati e intervistati da Rita Querzè, giornalista de Il Corriere della Sera. A seguire si è tenuto un confronto tra due giovani imprenditori, Luca Dadone e Elisa Stucchi, che hanno raccontato la loro idea di innovazione, tra AI e realtà aumentata applicate al mondo del manifatturiero. Oltre 150 gli ospiti presenti, tra imprenditori e manager del settore, rappresentanti delle istituzioni e operatori della stampa.I CONSUNTIVI 2025Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2024.Pesante è stato il calo dell’export sceso, del -12%, a 3.760 milioni di euro. Il rapporto export su produzione è calato al 58,8%, rispetto al 67,5% del 2024.Nel 2025, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (572 milioni, -9%), Germania (274 milioni, -24,9%), Francia (204 milioni, +0,2%), Polonia (188 milioni, +11,2%), Turchia (168 milioni, -11,5%), India (164 milioni, -11,6%), Messico (158 milioni, -10%), Spagna (147 milioni, -6,5%), Cina (110 milioni, -54,1%), Brasile (84 milioni, +15,9%).Dopo due anni di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono tornate a crescere, attestandosi a 2.631 milioni di euro, pari al 28,1% in più rispetto all’anno precedente. A trainare questa performance è stata la ripresa del consumo domestico, cresciuto, del 22,3%, a 4.534 milioni di euro.Le importazioni si sono attestate a 1.903 milioni di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2024. La quota di consumo domestico coperta dalla offerta estera è scesa, di tre punti percentuali, al 42%. In calo il livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è passata dal 77,3% del 2024, al 76,5%. Stesso andamento anche per il carnet ordini, che si è attestato a 6,3 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 mesi del 2024.Il fatturato di settore si è fermato a 9.330 milioni di euro.LE PREVISIONI 2026Come emerge dalle previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, il 2026 segnerà una leggera ripresa dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione. Tutti gli indicatori torneranno in territorio positivo ma gli incrementi saranno ancora contenuti. La produzione si attesterà a 6.640 milioni di euro (+3,9%). Le esportazioni si manterranno sul livello dell’anno precedente, attestandosi a 3.785 milioni di euro (+0,7%).Proseguirà il trend positivo delle consegne dei costruttori sul mercato interno, attese in crescita, dell’8,5%, a 2.855 milioni di euro, trainate dalla domanda italiana che dovrebbe attestarsi a 4.870 milioni, (+ 7,4%).Anche le importazioni registreranno segno positivo, arrivando a 2.015 milioni (+5,9%).L’INDUSTRIA ITALIANA DELLA MACCHINA UTENSILE TRA INSTABILITÀ GEOPOLITICA E INCENTIVIRiccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “Il 2025 è stato un anno complessivamente deludente per i costruttori italiani di macchine utensili che hanno dovuto fare i conti anzitutto con il forte calo delle vendite all’estero. D’altra parte, nonostante la ripresa, anche l’attività sul mercato interno è risultata poco soddisfacente complice anche il caos intorno a Transizione 5.0”.“Sul fronte internazionale, l’instabilità geopolitica ha reso particolarmente complicata l’attività del settore rappresentato da UCIMU che ha nei mercati esteri lo sbocco principale della propria produzione”. “Detto ciò, gli accadimenti di questi ultimi anni hanno sottoposto le nostre imprese ad uno stress-test continuo, allenandole ad operare in condizioni di business unusual come mai prima d’ora. Anche per questo - ha continuato Riccardo Rosa - rileviamo che non tutto ciò che accade, e che ha un collegamento diretto con il nostro mondo, impatta nello stesso modo sulla nostra attività”. I DAZI “I dazi introdotti dalla amministrazione Trump hanno avuto un impatto per noi gestibile. Lo dicono i dati: nel 2025 - ha affermato Riccardo Rosa - le vendite negli Stati Uniti sono calate del 9%. Ma gli Usa restano, di gran lunga, il primo mercato di sbocco del made in Italy settoriale. Ciò è possibile per differenti ragioni: anzitutto gli Stati Uniti non hanno una produzione locale sufficiente a coprire il consumo domestico e necessitano di tecnologia avanzata e super-customizzata; oltre a ciò, in questo particolare momento storico, il settore della difesa, strategico per il paese e dunque esentato dal pagamento dazi, sta esprimendo una domanda piuttosto vivace. Questi tre fattori hanno permesso, e permettono tuttora, ai costruttori italiani di continuare a operare sul mercato americano che apprezza da sempre le caratteristiche della nostra offerta”. “Non per questo - ha aggiunto il presidente - le criticità sono azzerate. Per le tipologie di macchine che sono prodotte anche da costruttori americani, il dazio è evidentemente una pesante zavorra che ha limitato le vendite di made in Italy settoriale. Ma non solo. La politica commerciale di Trump ha prodotto alcuni pesanti effetti indiretti; è il caso, ad esempio, dell’incremento del costo di alcune materie prime praticato da altri paesi in risposta ai dazi, incremento che impatta anche sulla nostra attività”.L’EUROPA E L’AUTOMOTIVE “Più complicato è risultato invece gestire l’impatto delle guerre e della debolezza di un mercato importante come quello europeo. Nel caso delle guerre, l’esempio più evidente per noi costruttori è la sparizione della Russia dai nostri radar. Nel 2013, prima dell’invasione della Crimea e delle prime sanzioni, essa rappresentava il nostro quarto mercato di sbocco, con 177 milioni di export. Nel 2022, era il nostro ottavo mercato di destinazione (con 99 milioni). Dal 2023 è assente e, soprattutto, è un mercato che abbiamo regalato ai costruttori cinesi. Chissà se, una volta risolta questa ferita nel cuore dell’Europa, riusciremo a recuperare almeno parte del terreno perso”. “E a proposito di Europa – ha affermato Riccardo Rosa – ci stiamo pericolosamente avvicinando al rischio di de-industrializzazione. Le scelte, assolutamente discutibili, fatte dalle autorità dell’Unione in materia di transizione elettrica dell’automotive stanno manifestando sempre di più i loro effetti concreti.  In un momento in cui cambia profondamente il concetto di trasporto da parte delle nuove generazioni per cui l’auto non è più considerata uno status symbol ma un mezzo per viaggiare, gli organi di governo europei, con il loro atteggiamento dirigista, hanno di fatto permesso all’offerta asiatica di invadere spazi che erano appannaggio del nostro manifatturiero. Prima che gli effetti siano irreversibili, chiediamo a chi ci rappresenta e governa in Europa di ripensare l’approccio che deve basarsi sul principio di neutralità tecnologica, permettendo così alla filiera dell’auto, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione di chi è impiegato nell’industria”.  “Al netto dell’auto a cui è legata a doppio filo, la Germania, il grande malato di Europa, forse vede la luce in fondo al tunnel. Nel primo trimestre del 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dalla associazione tedesca, ha infatti segnato un +15,1%, interrompendo la sequenza negativa che durava da tre anni consecutivi. Il piano di rilancio voluto dal Cancelliere Mertz e quello a supporto della difesa stanno restituendo fiducia al paese. L’auspicio è che sia effettivamente così perché se la locomotiva tedesca riparte, noi, primo vagone di questo treno, siamo pronti ad agganciarci ad essa per poter continuare a lavorare nelle filiere produttive del Made in Germany che viaggia su direttrici lunghissime, distribuendo la nostra produzione ovunque nel mondo.”LA CRISI DI HORMUZ “In attesa di comprendere i contenuti dell’accordo e consapevoli del fatto che occorrerà tempo perché il transito delle merci riprenda il suo ritmo, l’impatto sulla nostra attività al momento è gestibile e siamo fiduciosi che la distensione nell’area del Medio Oriente porterà grandi vantaggi alle nostre imprese. In termini di business diretto, l’area assorbe circa il 30% dell’export destinato all’Asia, dunque il ritorno “alla normalità” darà slancio alla nostra attività nella regione ove sono soprattutto le tecnologie per la deformazione dei metalli ad essere richieste in risposta ai grandi piani di sviluppo infrastrutturali. In termini indiretti, il ripristino del transito delle merci permetterà una progressiva riduzione dei costi degli approvvigionamenti cresciuti in modo deciso in questi ultimi mesi”. IL MERCATO ITALIANO E GLI INCENTIVI “In un momento cruciale come quello che stiamo vivendo, con una domanda estera decisamente debole, il mercato interno diventa ancor più rilevante per le nostre imprese. La disponibilità della misura di Iperammortamento prevista dal nuovo Piano Transizione 5.0, oggi pienamente operativa, è un ottimo strumento di sostegno alla domanda italiana di nuove macchine utensili”. “Dobbiamo dire che il 2026 era cominciato veramente in salita: la raccolta ordini sul mercato interno aveva subito un calo pesante, pari al 29% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025. Ma la sensazione era che la domanda fosse freezata. In questo primo mese effettivo di Iperammortamento, ottenuta l’operatività della Piattaforma GSE, abbiamo già visto un cambio di passo nell’atteggiamento dei nostri clienti italiani. Questo conferma ciò che dicevamo da tempo: la domanda italiana c’è ma i clienti attendevano chiarezza per concretizzare gli ordini”. “Ora l’incentivo sta funzionando. A margine del Tavolo della Meccanica indetto dal Ministero delle imprese e del made in Italy a fine giugno, è emerso che del totale delle domande di prenotazione di risorse inserite nella piattaforma, il 90% è riconducibile a investimenti in macchine utensili. Bene dunque! Al MIMIT va il riconoscimento per aver definito, seppure con ritardo, una misura di facile utilizzo e con durata triennale. Finalmente, le imprese italiane dispongono di una misura di politica industriale che permette una pianificazione di medio periodo sia per chi produce sia per chi investe. L’auspicio è che il suo utilizzo permetta alla domanda italiana di tornare sugli alti livelli del 2021-2022, assicurando così anche un corretto aggiornamento della nostra industria che ha necessità di innovazione continua per restare competitiva sul mercato internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando le regole del gioco”. 

09/07/2026 Leggi di più

Jimtof 2026

Dal 26 al 31 ottobre è di scena al Tokyo Big Sight la 33° edizione di JIMTOF, esposizione internazionale dedicata al settore delle macchine utensili, considerata tra le principali fiere internazionali di tecnologia a livello mondiale.Su una superficie di 118.540mq saranno presenti 944 espositori su un totale di 4.423 stand, di cui 725 giapponesi e 219 internazionali, suddivisi per categorie di prodotto. L'elenco degli espositori è pubblicato online sul sito ufficiale www.jimtof.org. Al conteggio della precedente edizione 2024 sono risultati 162.670 visitatori.Gli operatori del settore manifatturiero, previa registrazione a settembre sul sito della fiera, potranno toccare con mano e raccogliere informazioni sulle tecnologie più innovative, dalle macchine utensili agli accessori.A JIMTOF 2026 saranno infatti esposte macchine utensili per il taglio dei metalli e per la formatura, accessori per macchine utensili, utensili da taglio e resistenti all'usura, utensili in diamante e CBN, mole e abrasivi, ingranaggi e dispositivi di ingranaggi, macchinari oleoidraulici, pneumatici e idraulici, macchine e strumenti di misura di precisione, strumenti di misura ottici, macchine di prova e CAD/CAM.JIMTOF è un appuntamento di forte richiamo che si ripete ogni due anni da oltre cinquant'anni, una fiera consolidata, rinomata per la sua capacità di fornire ai visitatori informazioni su una vasta gamma di prodotti utilizzati nell'industria manifatturiera.di Marinella Croci

06/07/2026 Leggi di più
Iscriviti alla nostra newsletter
per rimanere aggiornato sulle ultime notizie del mondo industriale
Contattaci
Immagine Newsletter LIndustriale
Dati Legali

L'industriale s.r.l.
P. IVA: 12212870153
Codice Fiscale: 12212870153

Sede Legale

Via Carlo Dolci, 32
20148 Milano (MI)
Italy

Registro Imprese

Iscrizione R.I.: 12212870153
REA: MI-1539011
Capitale sociale: Euro 10.400,00 i.v.

Top
Questo sito è protetto da reCAPTCHA pertanto si applicano le norme sulla privacy ed i termini di servizio di Google.