IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi

Pubblicato il 26/05/2026
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi

Bergamo si conferma punto di riferimento internazionale per il settore delle valvole industriali e del flow control.  

Giovanna Ricuperati, Presidente Confindustria Bergamo: “Un’edizione di svolta che ha segnato un salto di qualità ed elevato il profilo internazionale della Fiera”. 

Paolo Agnelli, Presidente Promoberg: “Raggiunto l’obiettivo: sempre più attenzione su un settore all’avanguardia, con rilevanti opportunità di business e confronto”.

Appuntamento alla Fiera di Bergamo dal 16 al 18 maggio 2028 per la settima edizione del Summit.

Si è conclusa il 21 maggio con numeri da record la sesta edizione di IVS 2026 - Industrial Valve Summit, il più importante evento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control. L’appuntamento, promosso da Confindustria Bergamo e Promoberg, si è svolto presso la Fiera di Bergamo dal 19 al 21 maggio 2026. 

Gli organizzatori della manifestazione hanno comunicato che la settima edizione di IVS si svolgerà presso la Fiera di Bergamo dal 16 al 18 maggio 2028. 

Un’edizione da record 

IVS 2026 si è chiusa con un afflusso finale di 20.400 visitatori, provenienti da 72 Paesi. Il pubblico, giunto in rappresentanza di tutti e cinque i continenti, ha segnato una partecipazione del 36% maggiore rispetto al quinto appuntamento del Summit, quando la città di Bergamo ha richiamato 15 mila ospiti.  

Protagonisti di IVS 2026 sono stati i 420 espositori (+30% rispetto all’edizione 2024) provenienti da 20 Paesi: oltre all’Italia, ci sono anche Spagna, Germania, Francia, UK, USA, Repubblica Ceca, Polonia, Paesi Bassi, Portogallo, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Finlandia, Irlanda, Messico, Sud Africa, Turchia e UAE. La componente internazionale si è dimostrata in grande fermento e ha superato il 25% del totale degli espositori. 

Ad ampliarsi è stata anche la durata dell’appuntamento, prima edizione su tre giornate, e il programma scientifico di IVS, uno spazio che negli anni si è consolidato sempre più come un’agorà di scambio dove interpretare il cambiamento e approfondire le ultime innovazioni tecnologiche e le nuove sfide del comparto.  

IVS 2026 ha organizzato infatti 68 appuntamenti (il 30% in più rispetto ai 52 eventi del 2024) tra convegni, tavole rotonde e conferenze attorno a sei aree tematiche principali, e un focus su intelligenza artificiale ed energia nucleare. In una fase segnata da tensioni geopolitiche, il Summit ha assunto un ruolo ancora più rilevante come momento di allineamento e lettura degli scenari

La manifestazione ha inoltre aumentato anche le superfici espositive, che si sono sviluppate su oltre 21.400 metri quadrati - area superiore alla precedente edizione di circa il 40% - suddivisi in quattro padiglioni. Numeri che raccontano come IVS si sia affermato come un appuntamento imprescindibile per tutta la filiera globale connessa alle valvole industriali e al controllo del flusso.  

L’Osservatorio Prometeia The Oil&Gas Valve Industry in Italy 2026 

Durante il Summit è stato presentato l’Osservatorio IVS-Prometeia The Oil&Gas Valve Industry in Italy 2026, che ha fotografato lo stato dell’arte del comparto italiano di riferimento, settore d’eccellenza del Made in Italy e leader in Europa. Il report, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo, ha dipinto uno stato dell’arte del comparto italiano delle valvole industriali, che si conferma un segmento chiave del manifatturiero nazionale e un’eccellenza nel contesto competitivo europeo

Come si legge nel documento, con oltre 146 aziende, 10.000 addetti e oltre 3,8 miliardi di fatturato, l’industria italiana delle valvole industriali si conferma uno dei comparti strategici della meccanica nazionale. Inoltre, l’Italia risulta il primo produttore europeo di valvole Oil & Gas, con una quota vicina al 40% dell’intera produzione comunitaria. Fortemente concentrato in Lombardia e in particolare nell’area di Bergamo, il comparto locale di riferimento genera quasi il 70% del fatturato nazionale del settore. 

Nel 2025 l’export italiano di valvole Oil & Gas ha superato i 4 miliardi di euro (+5,4%), trainato soprattutto da Europa occidentale e Nord America, consolidando l’Italia come terzo esportatore mondiale del settore, dietro Cina e Germania, con una quota globale del 9,9%.  

Dal 2020 il mercato globale delle valvole Oil & Gas ha visto un progressivo spostamento della domanda verso Nord America e Medio Oriente-Nord Africa, tra le principali aree di crescita del settore energetico. Le aziende italiane hanno intercettato efficacemente questa trasformazione, rafforzando la propria presenza nei mercati ad alto valore aggiunto, mentre l’Asia ha progressivamente perso peso nelle esportazioni italiane e l’Europa occidentale, seppure in rallentamento, resta un mercato di riferimento. 

Nel 2025 l’Italia ha sovraperformato i competitor in 38 mercati, pari al 44% delle importazioni mondiali di valvole Oil & Gas e resta particolarmente rilevante la performance nei mercati ad alta crescita, dove ha guadagnato quote in 18 destinazioni in espansione, che da sole valgono oltre il 30% delle importazioni mondiali.  

Sinergie e partnership 

Di grande stimolo all’incremento delle presenze internazionali sono state le sinergie con ICE, AVR ANIMA, Confindustria Assafrica & Mediterraneoe UNIDO ITPO Italy. IVS ha inoltre siglato accordi con BVAA, Fluidex, SPAP, CzechTrade, Evolen, CEIR, SPE ed ESA, anche attraverso la presenza di padiglioni-Paese. Le partnership hanno portato in Fiera delegazioni internazionali composte da rappresentanti istituzionali, imprenditori, decisori, speakers e operatori specializzati.  

Gli organizzatori hanno invitato buyers qualificati di End User ed EPC di primo piano: un parterre che si è interfacciato con gli operatori dell’intero comparto energetico, dando vita a momenti di scambio e confronto. In questo contesto si sono aperte nuove opportunità di ingresso e consolidamento in mercati emergenti, tra cui il Continente africano, caratterizzato da una dinamica demografica in crescita e da una domanda energetica in espansione, che la rendono un’area di interesse crescente per lo sviluppo della filiera. 

Si è offerto un’ulteriore occasione di incontro tra le delegazioni straniere presenti in fiera e gli attori della supply chain allargata dell’Oil&Gas, grazie ad operazioni mirate di matchmaking.  

Le dichiarazioni 

Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo, ha commentato: «È stata un’edizione di svolta per IVS - Industrial Valve Summit, che ha segnato un salto di qualità, facendo acquisire alla manifestazione un profilo marcatamente internazionale, sia per quanto riguarda gli espositori che per i visitatori. In parallelo è ulteriormente cresciuta la partecipazione alle proposte di approfondimento scientifico e tecnico. Numeri che qualificano la manifestazione come evento leader per il settore e confermano l’importanza di un approccio attento alla valorizzazione delle filiere, applicabile anche ad altre eccellenze industriali del territorio».  

Paolo Agnelli, Presidente di Promoberg, ha aggiunto: «L’edizione 2026 ha ulteriormente evidenziato l’importanza strategica di una fiera fortemente voluta e sostenuta da Promoberg di concerto con Confindustria, evento capace di valorizzare in chiave internazionale una filiera d’eccellenza. IVS ha pienamente raggiunto l’obiettivo di richiamare sempre più attenzione su un settore all’avanguardia, sviluppando rilevanti opportunità di business e al tempo stesso occasioni uniche di confronto e approfondimento a livello scientifico e tecnologico. La crescita registrata quest’anno, sommata all’alto livello qualitativo delle imprese e ai riscontri più che positivi raccolti tra buyer e operatori, confermano la valenza del progetto. Il Summit rappresenta il fiore all’occhiello nel percorso di internazionalizzazione di Promoberg e della Fiera di Bergamo. Stiamo rafforzando le sinergie con il territorio e con player internazionali, studiando nel contempo nuovi eventi per collocare il nostro polo e le sue attività al centro di una delle macroregioni più importanti al mondo».  

Francesco Apuzzo, Presidente di Valve Campus, ha dichiarato: «IVS 2026 segna un passaggio importante nel percorso di evoluzione della manifestazione e, in particolare, nel valore del suo contributo tecnico-scientifico alla filiera delle valvole industriali. Nei giorni della fiera si è registrato una partecipazione estremamente qualificata, con operatori specializzati, end user, EPC, aziende, università ed esperti internazionali che hanno portato esperienze operative, casi applicativi e know-how di alto profilo. Il programma scientifico ha confermato una crescita nella quantità dei contenuti, nella loro profondità e nella capacità di affrontare temi oggi centrali per il settore. Anche il livello degli speaker coinvolti conferma come IVS sia ormai riconosciuto come uno spazio autorevole dall’approccio pragmatico e orientato alle applicazioni concrete. È questa coerenza, mantenuta nel tempo, ad aver consentito alla manifestazione di consolidare la propria identità e di crescere edizione dopo edizione senza perdere il legame con le esigenze reali del mercato. Proprio il rapporto diretto tra industria, utilizzatori finali e competenze tecniche rappresenta oggi uno dei principali fattori della solidità e della riconoscibilità internazionale dell’evento»

Per maggiori informazioni: IVS 2026
IVS 2026 si conclude con numeri record: 20.400 visitatori provenienti da 72 paesi
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Ucimu: ancora in calo l’indice degli ordini del secondo trimestre 2026 (-25,8%) ordini esteri (-15

Riccardo Rosa, presidente UCIMU: “per vedere gli effetti dell’iperammortamento dobbiamo attendere i prossimi mesi ma abbiamo grande fiducia per questa misura che ci accompagnerà fino a settembre 2028”. Nel secondo trimestre 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE segna un calo del -25,8% rispetto al periodo aprile-giugno 2025. In valore assoluto l’indice si è attestato a 47,8 (base 100 nel 2021). Il risultato esprime la difficoltà che i costruttori italiani di macchine utensili hanno incontrato sia sul mercato interno che su quello estero. In particolare, gli ordini raccolti oltreconfine hanno segnato un decremento del -15,3% rispetto al secondo trimestre del 2025, per un valore assoluto di 63,2. In calo anche la raccolta ordinativi in Italia, risultata pari a -38,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 33,1. Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “L’incertezza del contesto geopolitico - agitato dalle guerre, dalla crisi di Hormuz e dall’atteggiamento decisamente preoccupante del presidente degli Stati Uniti rispetto alla politica internazionale - ha minato profondamente l’equilibrio già precario in cui l’industria di settore si trovava a operare”. “Il calo delle consegne all’estero, visto il momento, è comprensibile e ce lo aspettavamo. L’attività ha rallentato ma, come è nelle nostre corde, abbiamo cercato di orientare l’offerta verso quelle aree che sono interessate meno direttamente da conflitti e criticità, differenziando, ove possibile i settori di sbocco della nostra offerta”. “Certo è - ha continuato il presidente Riccardo Rosa - che i numeri e i valori di investimento assicurati un tempo dall’automotive non possono essere rimpiazzati dalla domanda espressa da altri settori seppur dinamici, come difesa, aerospace ed energia. Per tale ragione, ancora una volta, chiediamo a chi ci rappresenta in Europa di tornare sui propri passi adottando, nella definizione dei piani di sviluppo per l’auto, il principio di neutralità tecnologica. Questo approccio permetterebbe infatti alla filiera, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione”. “Sul fronte interno le imprese hanno atteso i chiarimenti dell’iperammortamento per confermare le loro intenzioni di acquisto. Dal 12 giugno, giorno in cui tutti i passaggi operativi sono stati completati, l’iperammortamento sta dando i suoi frutti. Da subito abbiamo rilevato un cambio di atteggiamento degli utilizzatori italiani: gli ordini cominciano ad arrivare”. “Dovremo però attendere ancora qualche mese affinché l’effetto sia ben espresso nelle nostre rilevazioni ma siamo decisamente fiduciosi. Anche perché, nel frattempo, abbiamo il dato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, al 9 luglio, segnalava l’inserimento di 7.000 comunicazioni sulla piattaforma GSE per un valore di 2,5 miliardi”. “Al MIMIT va il grande merito di aver previsto per questo incentivo una durata pluriennale. La sua operatività fino a settembre 2028 dovrebbe garantire una programmazione ragionata degli investimenti in nuove macchine utensili e tecnologie di produzione da parte dei clienti italiani, permettendo anche a noi costruttori di pianificare l’attività di produzione sul medio periodo”. “L’auspicio - ha concluso Riccardo Rosa - è quello di veder tornare presto il mercato italiano sui livelli del 2021-2022 quando valeva oltre 6 miliardi di euro. Anche perché la nostra industria manifatturiera ha necessità di innovare per mantenersi competitiva nel contesto internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando completamente le regole del gioco”.

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